Veccia comune

Linea prodotto:
Leguminose
Nome scientifico:
Vicia sativa
Le nostre varietà:
Linea prodotto: Leguminose
Nome scientifico: Vicia sativa
Le nostre varietà:

La veccia e’ una tipica pianta da erbaio molto appetita dal bestiame, e’ adatta all’impiego come essenza da sovescio per la sua attivita’ azoto fissatrice ed ha un’ottima capacita’ di soffocamento delle malerbe, ma e’ molto sensibile ai ristagni d’acqua.

Pur adattandosi a tutti gli ambienti, essa prospera meglio in quelli non eccessivamente umidi e freddi, preferendo i climi temperato-caldi. La veccia e’ una pianta rustica che raramente viene attaccata da crittogame anche se fra i possibili patogeni dannosi, ricordiamo il mal bianco, la peronospora e la ruggine.

Essa e’ un’ottima essenza da foraggio, e’ ricca di proteine (18% sulla sostanza secca), e’ di grande digeribilita’ ed e’ ben appetita dal bestiame, purche’ venga utilizzata ad inizio fioritura.

La veccia e’ una foraggera che solitamente entra in miscugli oligofiti con altre essenze che fungono da tutore.

Si consiglia la semina meccanica che garantisce un interramento regolare per evitare danni provocati dai volatili.
Un miscuglio classico e’ quello avena-veccia-pisello, erbaio tipico per il foraggiamento verde, e il cui equilibrio fra le essenze, dipende dall’ambiente pedo-climatico e dal rapporto di semina dei componenti cha varia in percentuale, con una dose di semina complessiva consigliata di 120-160 kg/ha.
La veccia puo’ essere mischiata anche all’avena e al favino. La dose di semina consigliata per eventuali semine in purezza e’ di 100-150 kg/ha.
Dall’erbaio di veccia si possono ricavare 40-50 q.li/ha di sostanza secca in caso di coltura monofita, 40-70 q.li/ha in caso di consociazione.
La veccia e’ una pianta miglioratrice in virtu’ del suo apparato radicale fittonante e ricco di tubercoli.

Nell’avvicendamento delle colture principali per esempio grano-mais o grano-sorgo, si inserisce la veccia come coltura da erbaio.
La veccia dimostra di trarre molto vantaggio da una accurata preparazione del terreno infatti, un buon livellamento evita possibili ristagni d’acqua che sono dannosi per questa leguminosa, e un buon affinamento superficiale favorisce l’interramento del seme.
La veccia puo’ essere seminata in autunno nelle regioni a clima mite, oppure in primavera nelle zone piu’ settentrionali dove le basse temperature non compromettono la sopravvivenza.
In merito alla concimazione, considerando la capacita’ azoto-fissatrice della pianta, si consiglia l’apporto di poco fosforo e potassio nell’ordine di 80-120 kg/ha di p2o5 e di 40-80 kg/ha di k2o, da somministrare nella fase di impianto della coltura.

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